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In gravidanza è meglio far curare i denti, perchè in linea di massima non ci sono controindicazioni ai trattamenti odontoiatrici per le donne incinta, nè per chi allatta al seno.

Diciamo che, soprattutto dopo il terzo mese di gravidanza, non ci sono rischi ad effettuare i normali lavori dal dentista. L'anestesia è una somministrazione locale e l'anestetico passa nel circolo sanguigno solo in piccolissima parte, venendo disattivato ed eliminato da fegato e reni.

parodontite

Cosa è la Parodontite?

Il termine Malattia Parodontale o Parodontite identifica la patologia orale comunemente conosciuta come "piorrea" e tecnicamente definita come "perdita dell'attacco parodontale". In un primo tempo si manifesta con un quadro clinico di gengivite marginale (gengive sanguinanti, arrossate, tumefatte e dolenti).

La parodontite è ubiquitariamente diffusa nella popolazione mondiale e studi recenti stimano che nel 25% dei casi essa abbia andamento più o meno rapidamente distruttivo ed altamente invalidante. Secondo i dati pubblicati dalla Società Italiana di Parodontologia (SIdP) nel 2003, emerge che in Italia il 60% degli adulti sia affetto da vari gradi di parodontite, di cui il 10-14% in forma grave ed avanzata. L'aumento dell'incidenza è drastico nel range di età tra i 35 ed i 44 anni.

malattia parodontale

Etiopatogenesi della Malattia Parodontale

L’attacco parodontale collega la radice dei denti alla corticale dell’osso alveolare permettendo ai medesimi di avere stabilità e funzione corretta.

Si tratta di una malattia cronica a eziologia polimicrobica e sito specifica che colpisce i tessuti di sostegno dei denti: il cemento radicolare, l’osso alveolare, il legamento parodontale e la gengiva. Dati epidemiologici recenti indicano come la prevalenza e la possibilità di subire danni irreversibili con perdita di elementi dentali aumentino con l’eta’, con un picco di incidenza tra i 50 e 60 anni. Per quanto riguarda la distribuzione tra i sessi le donne risultano essere più colpite degli uomini; per il resto la malattia ha una diffusione ubiquitaria, anche se con specifiche predilezioni etniche e geografiche (influenti sono la razza e/o l’etnia, il background genetico, l’ubicazione geografica, i costumi sociali, lo status socio-economico, le pratiche alimentari di una popolazione).

malattie sistemiche

 

Parodontite e malattie sistemiche

Secondo le ultime evidenze scientifiche, la parodontite costituisce un fattore di rischio per l’inizio e lo sviluppo di importanti patologie sistemiche. L’elevata concentrazione di batteri patogeni nelle lesioni parodontali provoca episodi di batteriemia ed immissione in circolo di tossine, collegabili all’inizio ed alla progressione di importanti patologie sistemiche: malattie respiratorie, cardiovascolari, contaminazione batterica valvolare e delle placche ateromatose. E’ inoltre dimostrata l’esistenza di un legame bidirezionale con il diabete mellito (forte predisposizione del diabetico alla parodontite, maggiore difficoltà del controllo metabolico glicemico qualora essa non sia trattata). Anche il filtro placentare può essere bypassato con conseguente aumento dei mediatori responsabili del parto prematuro e possibilità di nascite sottopeso.

sintomatologia

 

Sintomatologia della parodontite

La prima manifestazione clinica della parodontite, osservabile direttamente dal paziente, è il sanguinamento gengivale spontaneo o provocato dallo spazzolamento.

La perdita volumetrica delle papille, la recessione gengivale, un aumento della sensibilità al caldo o al freddo ed un cambiamento anche se lento e modesto di posizione dei denti, sono segni di parodontite di media gravità.

Una maggiore velocità di spostamento dei denti, con mobilità percepita dal paziente come anomala, e l'apertura repentina di spazi interdentali (diastemi) fino allo sventagliamento degli elementi frontali, sono indice di riacutizzazione della parodontopatia, con passaggio ad una fase avanzata.

fattore genetico

 

Fattore genetico della parodontite

L'assetto genico di un individuo può predisporre o meno alla colonizzazione da parte dei batteri parodontopatogeni, accreditando la tesi che fattori genetici e fattori microbiologici cooperino allo sviluppo e alla progressione della parodontite.

La letteratura recente dimostra come alcuni polimorfismi genici siano un fattore predisponente e/o aggravante lo sviluppo di forme di parodontite aggressiva ad andamento progressivo e resistenti al trattamento, anche in soggetti che hanno eccellenti abitudini di igiene orale e relativa scarsità di flora batterica patogena.